sabato 2 luglio 2022

La tartaruga

Mentre, una notte, se n'annava a spasso, 

la vecchia tartaruga fece er passo 

più lungo de la gamba e cascò giù

co' la casa vortata sottoinsú.

Un rospo je strillò: "Scema che sei!

Queste so' scappatelle 

che costeno la pelle..."

"Lo so - Rispose lei - 

ma prima de morí, vedo le stelle."


Autore: Trilussa




sabato 11 giugno 2022

L'albero della pace

Noi vecchi figli dell'Europa

ci siamo circondati di giovani 

per piantare l'albero della pace.


Sui monti del Carso ci chiamò

la voce del vento che piangeva 

tra le mille croci di vite spezzate.


Basta violenza di guerre, basta odio

siamo tutti fratelli, sentiamo infine 

il canto d'amore che prega nel cuore.


domenica 29 maggio 2022

Eterno

Tra un fiore colto 

e l'altro donato 

l'inesprimibile nulla 


Autore:  Giuseppe Ungaretti 






martedì 26 aprile 2022

Fiume di singhiozzi

Ho visto bimbi che piangevano 

la morte dei loro genitori 

in mezzo ai bombardamenti 

e ho sentito un lamento antico 

che usciva dall'anima della terra 

nell'infinito supplizio dei martiri...


Quante lacrime, quante mai ancora 

deve sopportare l'umanità morente

nel tormento della guerra spietata 

e tutto questo dolore insanguinato 

come un fiume di singhiozzi senza fine 

andrà mai verso il cuore di Gesù? 




lunedì 14 marzo 2022

Caro Gabriele

Caro Gabriele, caro ragazzo del '58, con te se ne va una parte della mia vita e di tutti gli amici con i quali hai condiviso tanti momenti felici della giovinezza. Quante partite di calcio e di carte giocate assieme: tu eri bravo davvero e soprattutto stare con te dava gioia e spensieratezza. Del resto il quartiere di Portalago, dove abbiamo avuto la fortuna di crescere, non poteva che renderti speciale e unico nella tua popolarità e semplicità: chi ti incontrava riceveva sempre un sorriso e tanta allegria.

Cosa conta nella vita veramente e cosa rimane di noi alla fine?

Tu Gabriele ci hai dato la tua amicizia e questo rimane per sempre nei nostri cuori.

venerdì 25 febbraio 2022

Senti che è di troppo

Senti che è di troppo

il sapore di una pesca
in questa povertà
di case diroccate;
senti che non ti è lecito
provare questo dolciore
d’anima emigrata
dalla strada ferita
della tua umanità.
Sposata hai
una pena
di non sentire mai
dolcezza alcuna
che non sia di tutti;
ed ora ti tenta
questo profumo
di pesche e di arancí,
ed ora ti seduce
questo languore di tigli,
ed ora vorresti
andartene in pace
in quest’orlo di città
in queste ghirlande
di bimbi, a dimenticare.
E invece è tuo soltanto
il grido della città
disfatta sotto il sole,
e tu solo
puoi rianimare i corpi
abbattuti ai piedi
delle piante
nell’afosità dell’estate.
Ah tu non puoi
concederti a queste
momentanee paci.
Tu sei la possibilità
di una viva
solitudine;
e il tuo sacerdozio
è un’oasi
ove essi hanno il diritto
d’approdare
dalle loro fatiche.

Autore: David Maria Turoldo

venerdì 21 gennaio 2022

Frantoio di stelle

Frantoio di stelle, che in schiume

cantanti trabocca del mosto
degli angeli, è il sangue che assume
certezza del suo proprio nume
dal Verbo in lui stesso riposto,
       che spezza le mura
       del petto vetusto
       e n'esce in figura
       d'un virido arbusto.

Tu sei tutta grappoli, o Vite
del gran Vignaiolo dei mondi!
Gemendo da sette ferite,
ci apristi le glorie infinite
dei cieli, ma in noi sovrabbondi
       nel sangue, dal tino
       del Padre celeste:
       seràfico vino
       che bolle in tempeste:

in ardue tempeste di luce
negate dagli esseri bui,
ma fiàmme nell'Io che conduce
le nostre più sacre fiducie
d'alzarci, tutt'uno con Lui,
       nel fuoco fraterno
       di noi creature:
       del suo regno eterno
         parlanti figure.

Autore: Arturo Onofri.