Come una fonte sogno la pace
sorgente di vita per l'umanità
quando la guerra finalmente tace
ed il sole dell'amor risplenderà.
Si potrà andare liberamente
cancellando confini e barriere
perché saremo un'unica gente
di creature umane, sincere.
Come una fonte sogno la pace
sorgente di vita per l'umanità
quando la guerra finalmente tace
ed il sole dell'amor risplenderà.
Si potrà andare liberamente
cancellando confini e barriere
perché saremo un'unica gente
di creature umane, sincere.
Junio
Es el junio risueño,
la tarde clara y pura;
canta el aire en los campos
y ríe la natura.
Todo es luz y armonía,
todo es paz y frescura;
y en el alma del hombre
despierta la ventura.
Giugno
È il giugno sorridente,
il pomeriggio chiaro e puro;
canta l’aria nei campi
e la natura ride.
Tutto è luce e armonia,
tutto è pace e freschezza;
e nell’anima dell’uomo
si risveglia la felicità.
Autore : Gustavo Adolfo Becquer.
C'era una volta, ai confini del mondo conosciuto, un paesino felice, nascosto tra le montagne più alte ed inaccessibili: questo fantastico villaggio si chiamava Bucacielo perché le vette innevate, che gli stavano tutte attorno come per proteggerlo, sembravano proprio perforare la volta celeste e quando scendeva la notte tantissime stelle andavano a riposare in mezzo alla neve, cantando una dolcissima ninna nanna per tutti i bambini che andavano così a dormire...
Gli abitanti di questo meraviglioso paradiso terrestre vivevano in casette davvero strane, originalissime!
Il sindaco Ridosempre, così si chiamava quel buffo simpaticone panciuto, stava in un'unica stanza, costruita con del robusto legno di pino, con un grande camino dove vi era sempre acceso un fuoco scoppiettante: lui si metteva sulla porta ed invitava ad entrare e a mangiare tutti i passanti, sia persone che animali come cani randagi, gatti sperduti o conigli saltellanti...
Il piccolissimo giocattolaio Nonnino, così lo chiamavano tutti i bimbi che lo adoravano, viveva invece dentro al tronco di un gigantesco albero, un abete alto più di cinquanta metri.
Aveva ricavato da un grosso buco, forse scavato da qualche picchio, una stanzetta dove passava gran parte del suo tempo a costruire giocattoli speciali.
Tra questi spiccava un cavallino di legno che sapeva galoppare e cantare allo stesso tempo, si chiamava Corrifelice ed il nome era proprio appropriato!
Risaltavano inoltre e soprattutto due orsacchiotti straordinari che sussurravano dolcissime parole affettuose al loro amato Nonnino e a tutti i fanciulli che incontravano: uno si chiamava Oto e l'altro Bibi.
Si poteva dire che questi giocattoli parlanti erano una specie d'incantesimo creato dal maghetto dell'abete ed ormai tanti genitori li chiedevano in prestito verso il tramonto perché così i loro figlioli si addormentavano sereni e contenti.
Se ti dondolavi sul cavallino cantante ti sembrava di essere ai quattro angoli della terra, pronto ad affrontare avventure incredibili.
Se guardavi il rassicurante musetto degli orsetti ti passava ogni paura e pertanto la notte sembrava meno buia se li stringevi forte al tuo cuore.
Sorridevano con tenerezza ed infinita dolcezza e sapevano ancora il segreto di far sognare.
Ahimè la loro fama così diffusa per tutta la valle giunse ben presto oltre le cime che circondavano Bucacielo.
Dovete sapere infatti che in mezzo ai ghiacciai abitava un tiranno malvagio, il terribile Re Cuor di Ghiaccio che non sopportava le favole e tanto meno i giocattoli.
Re Cuor di Ghiaccio odiava i sogni e chi li sapeva creare!
Se c'era da fare una guerra per distruggere la fantasia lui era subito pronto.
Ed infatti scese dai ghiacciai con un vento gelido che sradicava casette ed alberi.
Il primo a volar via fu Ridosempre con la sua piccolissima baita di legno che andò a finire in mezzo a delle montagne così lontane ma così lontane che ci vorrà un vero miracolo per riaverlo come sindaco alle prossime elezioni, ma la speranza è l'ultima a morire e la storia non è ancora finita.
Il secondo, manco a dirlo, ad essere preso di mira dal malvagio Re Cuor di Ghiaccio chi fu secondo voi? Eh sì il nostro buon maghetto che però, avendo visto volar via la casa dell'amico Ridosempre, prese il cavallino e i due orsacchiotti facendoli accomodare in una mongolfiera che andava con la forza dei sogni.
Sognare e volare si fondevano in un'unica energia e la mongolfiera poté così fuggire via!
E vola e vola e vola la mongolfiera attraversò monti e pianure, deserti infiniti e mari dalle onde spaventose, fino ad arrivare tra colline sorridenti, atterrando in una casa piena di gatti che subìto fecero amicizia con i tre magici giocattoli.
Subito si compresero a meraviglia e i mici spiegarono che i loro giovani padroncini, Diletta ed Ezio, stavano aspettando con tanto amore l'arrivo di due gemellini.
La mongolfiera era proprio atterrata nel giardino più adatto ai fantastici giocattoli!
Gli orsacchiotti e il cavallino trovarono così due genitori che li adottarono e li promossero ad "amici sognatori" dei loro neonati.
Ogni angolo della terra diventa un paradiso se si lascia spazio ai sogni e per far questo bisogna conservare il cuore "fanciullino" che è in ognuno di noi.
E vissero felici e contenti, ma il sindaco e il giocattolaio che fine hanno mai fatto?
Un'altra storia da raccontare...
Torneremo a cantare nelle piazze
quando l'estate scalderà il cuore
chiamando dolci parole d'amore
sulla bocca di eterne ragazze.
Vincerà la musica della gioia
inebriante come il sentimento
nell'armonia del melodioso vento
che allontana tristezza e noia.
Offriremo libertà di sorrisi
a chi per un po' vorrà ascoltarci
e dopo sarà bello ritrovarci
come veri amici, mai divisi!
Quando arriva il tramonto incantevole,
in mezzo alla campagna amata,
lungo il viaggio del grato ritorno,
guardo in lontananza le mille nuvole
che si stagliano libere nel cielo,
luminose perché incendiate dal sole
che sta salutando la giornata che si spegne.
Io mi perdo in questo panorama senza fine
e i miei pensieri volano finalmente
sciolti ed aperti alla serenità,
fuggendo alla realtà dura e restia,
inseguendo sogni antichi di mille ricordi
che mi portano a te caro fratello,
ancora ancora e sempre...
Il cammino è certamente lungo,
non temo, no!... non ho paura d'incontrarlo!
Ho sempre una speranza accanto a me
nel mio cuore indomito
e grazie alla fantasia vado oltre
l'esistenza attuale
e poi ogni giorno
un piccolo miracolo mi aspetta
e saprò coglierlo, potrò leggerlo.
Mi basta una tua parola sussurrata,
è sufficiente un sorriso
e ritrovarci vicini come non mai.
Ora il cielo si sta facendo più buio
ma uno spiraglio ancora di luce
si fa largo in mezzo alle tenebre,
un bagliore per le persone
che sanno guardare,
mirare con amore.
Una sorgente di luminosità
si riempie di poesia,
uno splendore divino,
un ponte magico
tra la nostra umanità e l'assoluto mistero
che delimita la nostra vita di umili creature
e la volontà arcana di Dio.
Signore calati dalle stelle e vienici a trovare!
Cammina tra di noi
attraverso incontri inaspettati,
fantastici appuntamenti
di persone che si aiutano...
Arriva su questa terra, tu puoi e...
avvicinati ai nostri cuori,
facci risorgere in una nuova umanità.
Quando un poeta si addormenta
si spegne la luce delle parole
mentre nel cuore grida la tormenta
delle persone che si sentono sole.
Un turbinio di dolci ricordi
si ribella e rinasce il menestrello
che per magico incanto non scordi:
fu lui a farti amare il bello!
Ai vetri della scuola stamattina
l’inverno strofina