Sotto le piante delle Rimembranze
giocano i bimbi e gridano alla vita
un pomeriggio di una calda estate,
davanti a loro tanti giorni lieti.
Ma sulle panche lungo il fiume in secca
siedono i vecchi calmi e silenziosi,
guardano i bimbi e sognano lontano,
davanti a loro poco tempo ancora.
Di tanto in tanto lanciano una voce
- Chiara, Carlotta, su venite qua!
Mi raccomando non andate via,
è quasi sera state un po' con noi.
Ed io rammento una cartolina
un po' sbiadita di tanti anni fa,
tanti bambini sotto queste piante,
forse quei vecchi che ora stanno là.
Autore: Eros Aroldi.
sabato 11 maggio 2013
Vivere cos'è?
Cos'è vivere
se non prestare il tuo viso,
le tue mani, i tuoi piedi,
il tuo... cuore
a chi ti è accanto.
Vivere è avvicinarsi al tuo prossimo
donandogli la tua luce
perché lui possa vederti
o meglio...
perché tu possa vederlo.
Perché spesso ci illudiamo
di donare parte di noi stessi
per il bene altrui
ma non ci rendiamo conto
che è proprio il donarci che ci fa vivere!
Allora vivere cos'è? Forse vivere è...
Lasciarci bere, mangiare, consumare da chi ci incontra,
non è essere sfruttati, ma è mettersi ognuno nelle mani dell'altro
perché tutti possiamo essere una sola cosa
e tutti la ricchezza dell'altro e tutti insieme essere... vita!
Autrice: M.Giacinta
se non prestare il tuo viso,
le tue mani, i tuoi piedi,
il tuo... cuore
a chi ti è accanto.
Vivere è avvicinarsi al tuo prossimo
donandogli la tua luce
perché lui possa vederti
o meglio...
perché tu possa vederlo.
Perché spesso ci illudiamo
di donare parte di noi stessi
per il bene altrui
ma non ci rendiamo conto
che è proprio il donarci che ci fa vivere!
Allora vivere cos'è? Forse vivere è...
Lasciarci bere, mangiare, consumare da chi ci incontra,
non è essere sfruttati, ma è mettersi ognuno nelle mani dell'altro
perché tutti possiamo essere una sola cosa
e tutti la ricchezza dell'altro e tutti insieme essere... vita!
Autrice: M.Giacinta
sabato 4 maggio 2013
Auschwitz
Son morto ch'ero bambino
son morto con altri cento
passato per un camino
e ora sono nel vento.
Ad Auschwitz c'era la neve
il fumo saliva lento
nei campi tante persone
che ora sono nel vento.
Nei campi tante persone
ma un solo grande silenzio
che strano, non ho imparato
a sorridere qui nel vento.
Io chiedo come puo` un uomo
uccidere un suo fratello
eppure siamo a milioni
in polvere qui nel vento.
Ancora tuona il cannone
ancora non e` contenta
di sangue la bestia umana
e ancora ci porta il vento.
Io chiedo quando sara`
che un uomo potra` imparare
a vivere senza ammazzare
e il vento si posera`.
Autore: Francesco Guccini
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venerdì 3 maggio 2013
In memoria di Ernie Lobet
Messaggio da trasmettere alle generazioni future da Ernie Lobet, ebreo nato nella città di Breslavia, internato dai nazisti nel campo di concentramento di Auschwitz:
"Perché il male trionfi basta che i giusti non facciano niente.
Mai cedere alla rassegnazione.
Devi combattere per ciò in cui credi, senza subire passivamente e senza aspettarti che altri lottino al tuo posto.
Devi puntare con decisione verso il tuo obiettivo, prendere posizione e combattere con tutte le tue forze."
P.S. Chi dice di non credere all'olocausto vada a leggere il libro "Auschwitz. Ero il numero 220543" di Denis Avey e Rob Broomby, scritto in memoria di Ernie Lobet...
"Perché il male trionfi basta che i giusti non facciano niente.
Mai cedere alla rassegnazione.
Devi combattere per ciò in cui credi, senza subire passivamente e senza aspettarti che altri lottino al tuo posto.
Devi puntare con decisione verso il tuo obiettivo, prendere posizione e combattere con tutte le tue forze."
P.S. Chi dice di non credere all'olocausto vada a leggere il libro "Auschwitz. Ero il numero 220543" di Denis Avey e Rob Broomby, scritto in memoria di Ernie Lobet...
mercoledì 1 maggio 2013
I nostri giorni
I nostri giorni sono cavalli pazzi
che inseguono le onde di un mare
che forse non conosciamo...
I nostri giorni si perdono per sempre
in mille echi di lontani e passati ieri
che diventano piano piano nostalgia.
I nostri giorni vogliono vivere
ma troppo in fretta trascorrono
e molto presto svaniscono nella sera.
I nostri giorni di povera gente
che conta forse meno di niente
i nostri giorni dove vanno?
I nostri giorni sono aquiloni
che cercano di raggiungere
le nuvole dell'infinito cielo...
che inseguono le onde di un mare
che forse non conosciamo...
I nostri giorni si perdono per sempre
in mille echi di lontani e passati ieri
che diventano piano piano nostalgia.
I nostri giorni vogliono vivere
ma troppo in fretta trascorrono
e molto presto svaniscono nella sera.
I nostri giorni di povera gente
che conta forse meno di niente
i nostri giorni dove vanno?
I nostri giorni sono aquiloni
che cercano di raggiungere
le nuvole dell'infinito cielo...
mercoledì 3 aprile 2013
Il mago Aprile
Buon giorno, mago Aprile!
Sei tornato? Si desta
al semplice tuo tocco
con tre ghirlande in testa
nell'orto l'albicocco;
l'acacia nel cortile
mette il più bel monile;
le rondini dai nidi
gridano: « Vidi! Vidi!
Buon giorno! ». Lo sparuto
margine del fossato
si veste del più ricco
mantello di broccato
per te, che faccia spicco;
e il ruscello già muto,
ripreso il flauto arguto,
suona portando al mare
argenti e perle rare.
Autore: Angiolo Silvio Novaro
Sei tornato? Si desta
al semplice tuo tocco
con tre ghirlande in testa
nell'orto l'albicocco;
l'acacia nel cortile
mette il più bel monile;
le rondini dai nidi
gridano: « Vidi! Vidi!
Buon giorno! ». Lo sparuto
margine del fossato
si veste del più ricco
mantello di broccato
per te, che faccia spicco;
e il ruscello già muto,
ripreso il flauto arguto,
suona portando al mare
argenti e perle rare.
Autore: Angiolo Silvio Novaro
lunedì 1 aprile 2013
Dall'uovo di Pasqua
Dall'uovo di Pasqua
Dall'uovo di Pasqua
è uscito un pulcino
di gesso arancione
col becco turchino.
Ha detto: "Vado,
mi metto in viaggio
e porto a tutti
un grande messaggio".
E volteggiando
di qua e di là
attraversando
paesi e città
ha scritto sui muri,
nel cielo e per terra:
"Viva la pace,
abbasso la guerra".
Dall'uovo di Pasqua
è uscito un pulcino
di gesso arancione
col becco turchino.
Ha detto: "Vado,
mi metto in viaggio
e porto a tutti
un grande messaggio".
E volteggiando
di qua e di là
attraversando
paesi e città
ha scritto sui muri,
nel cielo e per terra:
"Viva la pace,
abbasso la guerra".
Gianni Rodari
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