venerdì 3 maggio 2013

In memoria di Ernie Lobet

Messaggio da trasmettere alle generazioni future da Ernie Lobet, ebreo nato nella città di Breslavia, internato dai nazisti nel campo di concentramento di Auschwitz:

"Perché il male trionfi basta che i giusti non facciano niente.
Mai cedere alla rassegnazione.
Devi combattere per ciò in cui credi, senza subire passivamente e senza aspettarti che altri lottino al tuo posto.
Devi puntare con decisione verso il tuo obiettivo, prendere posizione e combattere con tutte le tue forze."

P.S. Chi dice di non credere all'olocausto vada a leggere il libro "Auschwitz. Ero il numero 220543" di Denis Avey e Rob Broomby, scritto in memoria di Ernie Lobet...

mercoledì 1 maggio 2013

I nostri giorni

I nostri giorni sono cavalli pazzi
che inseguono le onde di un mare
che forse non conosciamo...

I nostri giorni si perdono per sempre
in mille echi di lontani e passati ieri
che diventano piano piano nostalgia.

I nostri giorni vogliono vivere
ma troppo in fretta trascorrono
e molto presto svaniscono nella sera.

I nostri giorni di povera gente
che conta forse meno di niente
i nostri giorni dove vanno?

I nostri giorni sono aquiloni
che cercano di raggiungere
le nuvole dell'infinito cielo...

mercoledì 3 aprile 2013

Il mago Aprile

Buon giorno, mago Aprile!
Sei tornato? Si desta
al semplice tuo tocco
con tre ghirlande in testa
nell'orto l'albicocco;
l'acacia nel cortile
mette il più bel monile;
le rondini dai nidi
gridano: « Vidi! Vidi!
Buon giorno! ». Lo sparuto
margine del fossato
si veste del più ricco
mantello di broccato
per te, che faccia spicco;
e il ruscello già muto,
ripreso il flauto arguto,
suona portando al mare
argenti e perle rare.

Autore:  Angiolo Silvio Novaro 

lunedì 1 aprile 2013

Dall'uovo di Pasqua


Dall'uovo di Pasqua 
Dall'uovo di Pasqua
è uscito un pulcino
di gesso arancione
col becco turchino.
Ha detto: "Vado,
mi metto in viaggio
e porto a tutti
un grande messaggio".
E volteggiando
di qua e di là
attraversando
paesi e città
ha scritto sui muri,
nel cielo e per terra:
"Viva la pace,
abbasso la guerra".
Gianni Rodari

venerdì 29 marzo 2013

Eloì, Eloì, lamà sabactanì?

Ma venuta l'ora sesta, si fece buio su tutta la terra fino all'ora nona.
E all'ora nona, Gesù esclamò a gran voce:"Eloì, Eloì, lamà sabactanì?" che, tradotto vuol dire:"Mio Dio, mio Dio, perché mi hai abbandonato?"
E alcuni degli astanti, uditolo, dissero:"Ecco, chiama Elia."
Accorso uno e riempita una spugna d'aceto, la mise in cima ad una canna, per dargli da bere, dicendo:"Lasciate, vediamo se Elia verrà a levarlo di croce."
Ma Gesù, avendo emesso un alto grido, spirò.

Autore:  evangelista San Marco.

lunedì 25 marzo 2013

Ingresso in Gerusalemme

Al mattino, una gran folla, accorsa alla festa,
avendo sentito che Gesù veniva a Gerusalemme,
prese dei rami di palma, gli andò incontro e gridava:
"Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore
e il Re d'Israele!"
E Gesù, trovato un asinello, vi montò sopra,
come è stato scritto:
"Non temere, figlia di Sion:
ecco, il tuo re viene seduto sopra un puledro d'asina."

Autore:  evangelista Giovanni

domenica 17 marzo 2013

El Turnapas (vacanse en del curènt)

Cume sunaå la campanå l'ültim dé
se sbatiå viå la burså e “viå alé!“
Che urmai l'istà l'era lé a spetàs,
col sò fià calt al lonch del Turnapas.

E al dop disnà, vistìt cume i balòs
se bandunaå l'erå per el fòs,
e töcc en filå sedei badii e maras,
en pé per terå se ´ndaå ´n del Turnapas.

Quantå sabiå che gherå en del curent
l'erå mei delå culoniå, l'ho in a mènt,
e gherå platen, sales e urmisì
chi faå umbriå a töti chi pütì.

E l'acquå belå, ciarå e po´ basinå
e apenå dent ancå en po´ frischinå,
pienå de bos, auline e faraguade
chi spetaå d'enda ´n dele fretade.

E alurà sotå metomeghelå tötå
na belå rostå isé metóm en sötå
chelå pisinå che sguaiå de che e de là,
dalå seraià enfin arènt al guà.

Le giurnade le pasaå a pianì
sotå chi plàten, sàles e urmisì,
miå cume adés chel temp el vulå iå
e ´l me par ier che siem, là adré alå riå.

Chel che rincrés l'é che i me pütì
i meterà pö i pé ´n de ´n curintì,
i pesulì urmai i-é za ´ndat viå
e me so che, malat de nustalgiå.


Il Tornapasso
(vacanze nel ruscello)

Appena suonava la campana l'ultimo giorno
si buttava la borsa e “via alé!“
Che ormai l'estate era lì ad aspettarci
col suo fiato caldo lungo il Tornapasso.

E il pomeriggio vestiti come monelli
si lasciava l'aia per il fosso,
tutti in fila con secchi roncole e badili
a piedi nudi si andava nel Tornapasso.

Quanta sabbia che c'era nel ruscello
era meglio della Colonia, lo ricordo,
e c'erano platani, salici ed olmi
che facevano ombra a tutti quei bimbi.

E l'acqua bella, chiara e bassa
e appena dentro anche un po' freschina,
fitta di ghiozzi, alborelle e cobiti
in attesa di infarcire le frittate.

E allora dai mettiamocela tutta
una bella diga così mettiamo in secca
quei pesciolini che guizzano qua e là
dalla barriera fin vicino al guado.

E le giornate passavano piano
sotto a quei platani, salici ed olmi,
non come adesso che il tempo vola via
e sembra ieri che stavamo sulla riva.

Ciò che rattrista è che i miei bambini
non metteranno piú i piedi in un ruscello,
i pesciolini ormai sono già via
ed io son qui malato di nostalgia.


Autore:  Eros Aroldi.