sabato 30 aprile 2016

Goal

Il portiere caduto alla difesa
ultima vana, contro terra cela
la faccia, a non veder l’amara luce.
Il compagno in ginocchio che l’induce
con parole e con mano, a rilevarsi,
scopre pieni di lacrime i suoi occhi.
La folla- unita ebrezza - par trabocchi
nel campo. Intorno al vincitore stanno,
al suo collo si gettano i fratelli.
Pochi momenti come questo belli,
a quanti l’odio consuma e l’amore,
è dato, sotto il cielo, di vedere.
Presso la rete inviolata il portiere
- l’altro - è rimasto. Ma non la sua anima,
con la persona vi è rimasta sola.
La sua gioia si fa una capriola,
si fa baci che manda di lontano.
Della festa - egli dice - anch’io son parte.

Autore: Umberto Saba.

giovedì 3 marzo 2016

Mari di verde.

Odo il cuculo lontano
e qui un frusciar di fronde
fra le siepi e i filari.

S'increspano di verde i mari
nei campi al frangersi d'onde
mentre il vento parla piano.

venerdì 19 febbraio 2016

Torna la sera...

Padre mio torna la sera
nei sogni più dolci dei figli
e abbracciali piano piano.

Con loro andrai lontano
nell'antico viale dei tigli
come se fosse primavera.

Ricordi la vespa bianca
che ci univa per magia
sulla strada d'Astore?

Nel nostro grande amore
nasceva soave la poesia
che tanto adesso manca...

venerdì 29 gennaio 2016

Gennaio

Nevica: l'aria brulica di bianco;
la terra è bianca, neve sopra neve;
gemono gli olmi a un lungo mugghio stanco,
cade del bianco con un tonfo lieve.

E le ventate soffiano di schianto
e per le vie mulina la bufera;
passano i bimbi; un balbettio di pianto;
passa una madre; passa una preghiera!

Autore: Giovanni Pascoli.

mercoledì 23 dicembre 2015

Notte di Natale

Sono qui davanti a Te
ancora una volta
in questa notte
che ti attende
come il mio cuore
che batte batte
come quello di un bambino.

La grotta è lontana
da chi non riesce a sentire
ed è così vicina
a chi spera in Gesù
e nel silenzio divino
le parole non servono
se tutto è amore.




domenica 29 novembre 2015

L'abbraccio

In una lacrima mai pianta
vedo riflesso il mondo
soffocato
da spirali inviolabili.

In una goccia di rugiada
immagino un'umanità
che rinasce
nell'abbraccio di una madre.

Autrice: Maga.

venerdì 30 ottobre 2015

La prima fidanzata

La prim muruså

Se sent parlà ogni tant en sö i giurnai
del primo amor che non si scorda mai.
El sarà erå ma mé per ricurdàmel
gò de pensagå almen en qual mumènt.

Quant sie putì en quintå elementare
la ghiå le trese e la mia gna cünà.
La vardaå i_àter e gnà la s'encurziå
che la spiae con la cuå dè l’öcc.

Se na qual voltå lé daanti a scölå
Vöt, che per caso, la me disies argòt
ros deentae e sbasae zo i_occ,
so mai stat bù, me par, de digå gnent.

Forse la staå envèrs el Castelér
l'ho mai saìt, anche perché ale Medie
l'hó miå pö istå, urmai l'erå pasadå,
ghie àtre robe mé de stagå adré.

E ogni tant la ede en gir per Asulå,
l'é gnidå eciå, urmai le za 'n pensiù,
e tedaré che en dé la partarà
senså saì che me ghe ulie isé bé.


T R A D U Z I O N E

La prima fidanzata

Si sente parlare ogni tanto sui giornali
del primo amore che non si scorda mai.
Sarà pur vero ma io per ricordarlo
devo pensarci almeno per un po’.

Ero bambino in quinta elementare
avea le trecce e di me non si curava.
Altri guardava e manco si accorgeva
che di sottecchi io spiavo lei.

Se qualche volta lì davanti a scuola
Vuoi, guarda caso, che mi si rivolgesse
diventavo rosso ed abbassavo gli occhi,
una parola mai l’ho pronunciata.

Forse abitava verso il Castellaro
Non lo ricordo, anche perché alle Medie
non l’ho più vista, ormai acqua passata,
ben altre cose avevo cui pensare.

E ogni tanto la rivedo qui in paese,
ormai già vecchia e penso già in pensione,
e sta a vedere che un giorno se ne andrà
senza sapere che un dì tanto la amai.

Eros Aroldi