domenica 24 novembre 2013

Il Dono

Sei arrivato, inatteso
mentre ti aspettavamo
... da sempre.

Sembrava tutto già scritto
... nel cielo

e nel profondo del cuore
ci invade la gioia...


Autrice:  Grace

sabato 23 novembre 2013

Piccolo

Innocenza felice riempie gli occhi e accompagna il tuoi giorni,
troppo pochi.

Piccole mani curiose e passi incerti, incerti ma veloci, fino alla meta.

Caduto mille volte e sempre rialzato, così crescono tutti.

Peccato cadere nel posto sbagliato proprio quando
il tuo angelo è distratto.

Prima freddo e paura ti mozzano il respiro.

Pochi istanti e qualcosa di grande lo avvolge e lo solleva,
più in alto del nostro pensiero.

Tutti increduli, sgomenti, dalla disperazione ammutoliti.

Unica certezza il vuoto. Ma c'è una luce dentro ogni uomo
c'è una forza che spinge comunque a sopravvivere, 
oltre ogni evento, oltre ogni dolore.

Quel caldo avvolga chi non vede più alcuna luce,
sollevi chi sembra incapace di continuare il cammino in salita.

Un angelo in più guiderà nuovi passi.
Chi è piccolo sulla terra è grande lassù.

Accompagnerà per sempre chi gli ha dato affetto
restituirà ogni carezza, bacio o sorriso.
L'amore ricevuto sarà elevato all'infinito.

Come sopravvivere altrimenti?

Autrice:  Daniela R.

domenica 17 novembre 2013

La speranza

Sì, la speranza
non è l'ultima,
no, è la prima
che io desidero.

La speranza mi è prossima
la voglio toccare, sentire
voglio che stia al mio fianco.
Ho bisogno di lei.

La speranza apre strade nuove,
nuovi percorsi,
e qualcosa di buono
fa accadere.

La speranza mi è amica
ed io la reputo preziosa,
e la tengo qui, qui,
vicino a me.

Autrice:  Stella Cernecca

domenica 10 novembre 2013

Guardo, penso, sorrido

Guardare più volte il sole
significa un po' cercare una via
cercare una strada con vero cuore
con amore e simpatia.

Fermarsi a pensare invece
significa progettare qualcosa
qualcosa di astratto o che non c'è
per donare agli altri come fosse una rosa.

Guardare un volto triste
comporta solo il dolore
di non aver sorriso
a chi cercava amore.

Autrice:  M.Giacinta

lunedì 4 novembre 2013

Trovare

Puoi trovare
l'eternità
in un attimo,
l'oceano
in una lacrima...

Io ho trovato tutto quello che cercavo
in te
ma in un attimo,
con una lacrima
ti ho perso.

Autrice: Maga.

domenica 27 ottobre 2013

I fratelli Burato, Cristiano e Fiorella, sabato 26 ottobre 2013.

Ieri sera ho assistito al teatro Bonoris di Montichiari ad un concerto sublime per la magica passione e per l'eccezionale capacità comunicativa degli artisti, Cristiano e Fiorella Burato, che hanno incantato il folto pubblico presente.
Sono un profano della musica ed il mio giudizio sulla valentía di questi meravigliosi interpreti  non può nascere certo dalle cognizioni tecniche, che mi mancano, ma scaturisce dal coinvolgimento che ho provato, che ho sentito col cuore e con la mente.
Nell'animo ho provato gioia, amore per la bellezza delle note che si rincorrevano magistralmente sui tasti del pianoforte e nei gorgheggi del soprano, ho centellinato le stille adamantine di questa musica classica e lirica allo stesso tempo: dove finiva Cristiano iniziava Fiorella, poi si fondevano, si cercavano, si univano in un'emozione senza fine.
Nei ricordi poi sono tornati vivissimi i pomeriggi passati ad ascoltare i dischi di musica classica con il professore di francese, Gioacchino Canova, che ci insegnava ad amare il bello della vita nell'arte.
Ad un certo punto ero così commosso che avrei voluto cantare anch'io oppure battere il tempo su qualche strumento...
Van Beethoven "lirico", che non conoscevo, "Ah perfido!" e poi il "classico", che sapevo quasi a memoria, "Chiaro di luna", per arrivare al compositore Catalani e poi Liszt, Puccini, Verdi, insomma un repertorio spettacolare, celestiale!

Deentà 'mpiegàt (Diventare impiegato)

Deentà 'mpiegàt

Vó iå dumà, zio me racumande
le me bestiöle tratemele bé,
me da dumà deente n'impiegàt
luntà de ché, con la camiså biancå.
Parte ‘n pó prèst, salüdem  èl zio Gino
l'é za 'ndat viå, tacå za a 'mbrunì.

- Eros, lea sö i_é quasi sinch e meså
va che ale nöf te ghet de èser là,
magare primå, se sa mai, t'el set
che là a di àter te ghet de render cönt.
Ghe miå pö i tò, che la ghe a sèmper bé,
fat véder brao, isé i te tegnarà.

E pian pianelo con la machininå
sò riat là che l'erå amò 'n po' scür,
l'erå nebiuså, fredå la matinå
e me tremae, miå apenå per el frét.

- Che gran palàs, madòi ma quantå zent
va dènter che, el par en regimènt.
Spetå 'n mumènt che pröe a dumandà
'n du gó de 'ndà e pó... speróm en bé.

E se magare ghe o miå tant bé,
turné 'ndré a caså e fó magàre a urå
a dà na mà per paricià la robå
ale me bestie che i-é amó là a spetàm.



Diventare impiegato

Vado via domani, zio mi raccomando
le mie bestiole trattamele bene,
io da domani divento un impiegato
lontano da qui, con la camicia bianca.
Parto un po’ presto, salutami  zio Gino
se n’è già andato, comincia ad imbrunire.

- Eros, su in piedi son quasi cinque e mezzo
guarda che alle nove devi essere là,
magari prima, non si sa mai, lo sai
che là a degli altri dovrai rendere conto.
Non ci son più i tuoi, cui va sempre bene,
comportati bene, così ti assumeranno.

E pian pianino con la macchinina
sono arrivato che era ancora  scuro,
era nebbiosa, fredda la mattina
ed io tremavo, non solo per il freddo.

- Che gran palazzo, madonna quanta gente
entra qui dentro, sembra un reggimento.
Aspetta un po’ che provo a domandare
la strada e poi … speriamo in bene.

E se magari non gli vado bene,
ritorno a casa e faccio ancora in tempo
ad aiutare a preparare il fieno
alle mie bestie che stanno ad aspettare.


Autore: Eros Aroldi