domenica 23 dicembre 2012

Avvento

Affascinate, cieli, con la vostra purezza
queste notti d'inverno
e siate perfetti!
Volate più vive nel buio di fuoco, silenziose meteore
e sparite.
Tu, luna, sii lenta a tramontare,
questa è la tua pienezza!

Le quattro bianche strade se ne vanno in silenzio
verso i quattro lati dell'universo stellato.
Il tempo cade, come manna, agli angoli
della terra invernale.

Noi siamo diventati più umili delle rocce,
più attenti delle pazienti colline.

Affascinate con la vostra purezza queste notti di Avvento,
o sante sfere...

...

Autore:  Thomas Merton.

domenica 16 dicembre 2012

La nascita di Gesù

In quel tempo fu emanato un editto da Cesare Augusto per il censimento di tutto l'impero.
Questo censimento fu il primo che ebbe luogo quando Quirino era governatore della Siria.
Tutti andavano a farsi iscrivere, ciascuno nella propria città.
Ed anche Giuseppe salì dalla Galilea, dalla città di Nazaret, per recarsi in Giudea, nella città di David, chiamata Betleem, perchè egli era della casa e della famiglia di David, per farsi iscrivere insieme a Maria, sua sposa, che era incinta.
E mentre si trovavano là, si compirono i giorni in cui ella doveva avere il bambino, e diede alla luce il suo figlio primogenito; lo avvolse in fasce e lo adagiò in una mangiatoia, perchè essi non avevano altro posto nella stanza.

Autore:  Dal vangelo secondo Luca.

sabato 15 dicembre 2012

Paris at night

Trois allumettes une à une allumées dans la nuit.
La première pour voir ton visage tout entier.
La seconde pour voir tes yeux.
La dernière pour voir ta bouche.
Et l'obscurité tout entière pour me rappeler tout cela.
En te serrant dans mes bras.

Tre fiammiferi accesi uno per uno nella notte.
Il primo per vederti tutto il viso.
Il secondo per vederti gli occhi.
L'ultimo per vedere la tua bocca.
E tutto il buio per ricordarmi queste cose.
Mentre ti stringo fra le braccia.

Autore:  Jacques Prévert

Danza lenta

Hai mai guardato
i bambini in un girotondo?
O ascoltato il rumore della pioggia
quando cade a terra?

O seguito mai lo svolazzare
irregolare di una farfalla?
O osservato il sole
allo svanire della notte?

Faresti meglio a rallentare.
Non danzare così veloce.
Il tempo è breve.
La musica non durerà.

Percorri ogni giorno in volo?
Quando dici:
"Come stai?"
ascolti la risposta?

Quando la giornata è finita
ti stendi sul tuo letto
con centinaia di questioni successive
che ti passano per la testa?

Faresti meglio a rallentare.
Non danzare così veloce.
Il tempo è breve.
La musica non durerà.

Hai mai detto a tuo figlio:
"Lo faremo domani?"
senza notare nella fretta
il suo dispiacere?

Mai perso il contatto
con una buona amicizia che poi è finita
perchè tu non avevi mai avuto tempo
di chiamare e dire: "Ciao"?

Faresti meglio a rallentare.
Non danzare così veloce.
Il tempo è breve.
La musica non durerà.

Quando corri così veloce
per giungere da qualche parte
tu perdi la metà
del piacere di andarci.

Quando ti preoccupi
e corri tutto il giorno,
come un regalo mai aperto...
gettato via.

La vita
non è una corsa.
Prendila piano.
Ascolta la musica.

Autrice:  Una ragazzina speciale.

Prosa e poesia

Ho letto la tua cronaca sulla morte di Morosini e la poesia "I Bimbi" e sono emozionato.
E' un'emozione sofferente e non gioiosa per quanto hai scritto sulla morte del calciatore del Livorno.
Emozionante ma non sofferente e ricca di misteriose incognite la piccolissima poesia che hai pubblicato in marzo.

Rileggo e rileggo nuovamente e ancora mi soffermo sullo scritto per Morosini e sento passarmi nelle vene una scossa che mi sconvolge; ma non mi sconvolge nè mi terrorizza la morte bensì la tua solitaria sofferenza.
Non trovo espressioni adatte per riversare il mio sentimento nei confronti della tua sofferenza e poi non servono.
Da cristiano però ti propongo in modo molto, molto discreto di soffermarti a lungo se ti è possibile di fronte a una immagine qualsiasi di un Cristo sofferente in croce: forse solo lì è possibile accettare di patire, sempre non capendo. Perchè quaggiù non possiamo capire.

La piccolissima poesia I BIMBI è delicatissima, soave, infinita.
Vorrei interpretarla però in senso positivo dicendoti che il Creatore ha deciso volutamente così.
Per l'adulto cè un solo modo per poter essere un'ala libera di volare come un bimbo: si chiama SERVIRE.
In altre parole mettere a disposizione la propria persona, tutta.
La ricchezza ti fa vivere bene, la salute ti fa sentire forte, il mettersi a disposizione ti dona una gioia immensa che ti sembra di volare.
Per questa motivazione all'uomo non sono state create le ali ma è stata data la ragione e la libertà di scelta.

Autore:  Nicola Muscarello.

martedì 4 dicembre 2012

Il Piccolo Principe addomestica la volpe...

Un brano tratto dal capitolo XXI.
...
Disse la volpe:
"Se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l'uno dell'altro.
Tu sarai per me unico al mondo e io sarò per te unica al mondo.
...
Se tu m'addomestichi la mia vita sarà come illuminata.
Conoscerò un rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri.
Gli altri passi mi fanno nascondere sotto terra.
Il tuo mi farà uscire dalla tana, come una musica.
...
Per favore, addomesticami."

"Volentieri", rispose il piccolo principe, "ma non ho molto tempo, però.
Ho da scoprire degli amici e da conoscere molte cose".

"Non si conoscono che le cose che si addomesticano", disse la volpe.
"Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla.
Comprano dai mercanti le cose già fatte.
Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici.
Se tu vuoi un amico addomesticami!"
...

Autore:   Antoine De Saint-Exupéry.                            

sabato 1 dicembre 2012

Signore, mi raccomando

Signore, mi raccomando

Signore, quando arriverò in fondo alla strada
se è possibile e non ti è di peso,
fa che succeda, in un giorno caldo, d'estate,
sereno, quieto e con i bambini che gridano,
col sole alto per farmi restare
gli occhi pieni di luce, per farmelo ricordare.

Signur, me racumande

Signur, quant riarò 'n font ala strada
se l'é pusibol e se t'en fa de gnent
fa chel capite, en dé dé calt, d'istà,
seré, quiet e coi putei che usa,
col sul valt isé de fam restà
iocc pié de ciar, per famel ricurdà.

E un'altra cosa, intanto che l'ho in mente,
pensaci Tu a quelli che rimangono qui,
non farmi partire con la preoccupazione,
prendili per mano come farai con me.
Per insegnarmi la strada che porta
a casa Tua... Magari anche la mia.
Almeno lo spero, se non mi hanno ingannato
tutti quelli che mi hanno insegnato a farmi il segno della croce.

E n'altra roba, entant che l'ò i n'a ment,
pensega Té a chei che resta ché,
fam mia 'ndà ia con la preocupasiù,
ciapi per mà cume farét con mé.
Per ensignam la strada che la porta
a casa Tò... Magare anche la mé.
Almen el spere, si ma mia 'embruiat
toi chei chi ma 'nsignat a fam la crus.

Autore:  Aroldi Eros