Il mondo è un pianeta,
la nostra camera oppure
il nostro luogo preferito.
È la nostra casa che ci dà sia freddo che caldo,
il mondo ci dà il sole e la luna
e giornate meravigliose.
Il mondo è enorme tutto ancora da scoprire,
bello, misterioso, affascinante
è quello che continueremo a dire!
Autrice: Cristina.
sabato 4 gennaio 2014
Lascia
Quando sei stanco
e tutto ruota in senso contrario
camminare diventa
davvero faticoso.
Solo una soluzione c'è
lasciati andare
lascia
che il tuo cuore respiri
anche se già pensi
di non esserne più capace
lascia che tutto ciò che è distorto
intorno a te
prenda forma
e ricominci a vivere.
Autrice: M.Giacinta.
e tutto ruota in senso contrario
camminare diventa
davvero faticoso.
Solo una soluzione c'è
lasciati andare
lascia
che il tuo cuore respiri
anche se già pensi
di non esserne più capace
lascia che tutto ciò che è distorto
intorno a te
prenda forma
e ricominci a vivere.
Autrice: M.Giacinta.
La piuma
Terrò
al mio fianco
un uomo
che non mi tolga
neanche
la punta
del pelo
della piuma
delle penne
di cui son fatta,
che amerà
lisciare.
Autrice: Stella Cernecca.
al mio fianco
un uomo
che non mi tolga
neanche
la punta
del pelo
della piuma
delle penne
di cui son fatta,
che amerà
lisciare.
Autrice: Stella Cernecca.
Francesco, el me bel angilì
Francesco,
el me bel angilì
Siem
che chel spetaem, co la òiå de pudì
tignìl
en po’ ’n bras, e dagå en basì.
Ma
lü el ga it freså, d’endà ‘n Paradìs
e
senså dis gnancå “Ciao noni, ariidìs!”
E
adés l’è là in altå, chel spetå che rie,
a
cuntagå le storie, de maghi e de strie
cume
fa töti i noni, coi so neudì.
Traduzione
Francesco,
il mio angioletto
Stavamo ad aspettarlo con la voglia di poter
tenercelo in braccia e dargli anche un bacio.
Ma lui ha avuto fretta di andare lassù
senza dire nemmeno ”Ciao nonni, arrivederci!”
E adesso è là in alto che aspetta che arrivi
perché gli racconti di maghi e di streghe
come fan tutti i nonni coi lor nipotini.
“Verrà anche la mamma, mio bell’angioletto”.
Autore: Eros Aroldi
Autore: Eros Aroldi
domenica 22 dicembre 2013
Nasci...
Ti prego Gesù
nasci nel presepe
del mio cuore bambino
e portami a Betlemme
nella tua grotta
d'amore.
Lontano dal paese
nel silenzio della notte
fammi sentire
il tuo annuncio
in mezzo ai pastori
alla povera gente.
nasci nel presepe
del mio cuore bambino
e portami a Betlemme
nella tua grotta
d'amore.
Lontano dal paese
nel silenzio della notte
fammi sentire
il tuo annuncio
in mezzo ai pastori
alla povera gente.
domenica 15 dicembre 2013
Cialtu
Sei solo una bambina
ma nei tuoi occhi neri,
come il carbone, vedo
lo scintillìo delle braci che ardono,
vedo il fuoco delle donne d'Africa.
Autrice: Maga.
ma nei tuoi occhi neri,
come il carbone, vedo
lo scintillìo delle braci che ardono,
vedo il fuoco delle donne d'Africa.
Autrice: Maga.
mercoledì 4 dicembre 2013
Com'era scura la mia Chiesa
Com'era scura la mia Chiesa
nelle fosche sere invernali,
quando alla fine dei Vespri
le pie donne sgranavan rosari.
Com'era cupa la mia Chiesa
con i lumini che tremavano
agli altari delle Madonne,
silenti negli antichi panni.
Com'era tetra la mia Chiesa
con i Santi barbuti e scuri
che ti fissavano dalle volte,
con sguardi malevoli e torvi.
Com'era triste la mia Chiesa
con quelle donnette scialbe
coi veli neri ed i cappotti stinti,
che sapevano di naftalina.
Com'era grigia la mia Chiesa
con le porte rose dagli anni,
dove un ricordo d'incenso
si mischiava alla nebbia.
Com'era diaccia la mia Chiesa
con il gelo di tanti secoli
che filtrava dagli umidi marmi
e dalle lapidi spoglie.
Com'era freddo anche quel bimbo
stretto, stretto alla sua mamma
che pensava ad una casa
a una stufa che avvampava.
Autore: Eros Aroldi
nelle fosche sere invernali,
quando alla fine dei Vespri
le pie donne sgranavan rosari.
Com'era cupa la mia Chiesa
con i lumini che tremavano
agli altari delle Madonne,
silenti negli antichi panni.
Com'era tetra la mia Chiesa
con i Santi barbuti e scuri
che ti fissavano dalle volte,
con sguardi malevoli e torvi.
Com'era triste la mia Chiesa
con quelle donnette scialbe
coi veli neri ed i cappotti stinti,
che sapevano di naftalina.
Com'era grigia la mia Chiesa
con le porte rose dagli anni,
dove un ricordo d'incenso
si mischiava alla nebbia.
Com'era diaccia la mia Chiesa
con il gelo di tanti secoli
che filtrava dagli umidi marmi
e dalle lapidi spoglie.
Com'era freddo anche quel bimbo
stretto, stretto alla sua mamma
che pensava ad una casa
a una stufa che avvampava.
Autore: Eros Aroldi
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