martedì 9 luglio 2019

Notte d'estate

L'acqua della fonte
suona il suo tamburo
d'argento.

Gli alberi
tessono il vento
e i fiori lo tingono
di profumo.

Una ragnatela
immensa
fa della luna
una stella.

Autore: Federico Garcia Lorca.


Versione originale in spagnolo:

Portico

El agua
toca su tambor
de plata.

Los arboles
tejen el viento
y las rosas lo tinen
de perfume.

Una arana
immensa
hace a la luna
estrella.

domenica 16 giugno 2019

Il vento lontano

Tu sei il vento lontano
che viene dentro il mio cuore
per far nascere piano piano
il desiderio d'amore...

Non chiediamo adesso: "E domani?”
Respiriamo solo la gioia che ci chiama...
Non senti le carezze delle mani
che sono il canto di chi ama?

giovedì 30 maggio 2019

Stasera

Balaustrata di brezza
per appoggiare stasera
la mia malinconia.

Autore: Giuseppe Ungaretti.

lunedì 22 aprile 2019

I discepoli di Emmaus

Quel giorno stesso, due di loro, se ne andavano ad un villaggio, chiamato Emmaus, distante da Gerusalemme sessanta stadi.
Ragionavano tra loro di tutte queste cose ch'erano accadute.
E mentre ragionavano e discutevano tra loro, Gesú stesso, appressatosi, camminava con essi.
Ma i loro occhi erano impediti cosí da non riconoscerlo.
...
Giunsero presso la borgata, dove andavano, ed egli fece vista d’andar più oltre.
Ma essi gli fecero forza, dicendo:
"Rimani con noi, che si fa sera e il giorno già declina”.
Ed entró con quelli.
E avvenne, mentre egli era a tavola con loro, che prese il pane, lo benedisse, lo spezzó e lo porgeva a loro.
Allora si aprirono gli occhi e lo riconobbero...

Dal vangelo di Luca.

sabato 30 marzo 2019

Il ricordo di un amico.

Penso che nessun’altra cosa 
ci conforti tanto
quanto il ricordo di un amico 
la  gioia della sua confidenza
o l’immenso sollievo 
di esserti tu confidato a lui
con assoluta tranquillità:
appunto perchè amico.
Conforta il desiderio di rivederlo se lontano,
di evocarlo per sentirlo vicino
quasi per udire la sua voce
e continuare colloqui mai finiti.

Autore:  David Maria Turoldo.

sabato 23 febbraio 2019

Violette di febbraio.

Anche quest’ anno andrai per le violette
lungo la proda, nel febbraio acerbo.
Quelle pallide, sai, che han tanto freddo,
ma spuntano lo stesso, appena sciolte
l’ultime nevi; e fra uno scroscio e un raggio
ti dicono: “Domani è primavera!”
ogni anno ti confidi al tuo tremante
cuore: “È finita”, e pensi: “Non andrò
per violette, non andrò mai più
per violette (ché passò il mio tempo)
lungo le prode, nel febbraio acerbo”.
Invece (e donde ignori, e da qual bocca)
una voce ti chiama alla campagna:
e vai; e i piedi ti diventan ali,
sì alta è la promessa ch’è nell’aria.
E per amor dell’esil corolle
quasi senza fragranza, ma beate
d’esser le prime, avidamente schiacci
con gli steli la zolla entro le dita.
O sempre nuova, o non guarita mai
dell’inquieto mal di giovinezza,
a chi dunque darai le tue viole?
A nessuno: a te stessa: o, forse, ad una
fanciulla che ti passi, agile, accanto,
e ti domandi dove tu l’hai colte:
sola n’è degna, ella che fresca ride
come il febbraio; e non si sa qual sia
più felice, se ella, o primavera.
Autrice: Ada Negri

lunedì 28 gennaio 2019

Il cielo in una stanza

Quando sei qui con me
questa stanza non ha più pareti
ma alberi,
alberi infiniti
quando sei qui vicino a me
questo soffitto viola
no, non esiste più.
Io vedo il cielo sopra noi
che restiamo qui
abbandonati
come se non ci fosse più
niente, più niente al mondo.
Suona un'armonica
mi sembra un organo
che vibra per te e per me
su nell'immensità del cielo.
Per te, per me:
nel cielo.

Autore: Gino Paoli.